Tra le fake news più assurde della storia, ce n’è una che ancora oggi fa sorridere: gli spaghetti che crescono sugli alberi. No, non è uno scherzo moderno nato su internet, ma una vera e propria bufala orchestrata dalla BBC nel 1957. A ripescare questa storia è stato Poldo, uno dei content creator più seguiti su YouTube Italia, e ovviamente, da buon curioso, Gianca non poteva non approfondire l’argomento in un nuovo episodio di Gianca Guarda Cose.
La BBC e il “documentario” sugli spaghetti
Tutto inizia il 1° aprile 1957, quando la BBC trasmette, all’interno del programma Panorama, un finto documentario in cui si mostrano famiglie svizzere che raccolgono spaghetti dagli alberi, come se fossero frutti maturi.
Le immagini, girate con un tono estremamente serio e un’attenzione ai dettagli quasi maniacale, descrivevano una tradizionale festa del raccolto in Svizzera meridionale, dove la pasta veniva raccolta con grande cura per ottenere spaghetti “della lunghezza perfetta”.
Ciò che rende incredibile questa storia non è tanto il servizio in sé—un classico pesce d’aprile—quanto il fatto che oltre 8 milioni di inglesi lo abbiano preso sul serio.
Senza Google per verificare, senza una cultura diffusa sulla pasta (che in Gran Bretagna all’epoca era considerata un cibo esotico e veniva venduta già pronta nei barattoli Heinz), migliaia di persone hanno creduto realmente che gli spaghetti crescessero sugli alberi. Alcuni addirittura hanno contattato la BBC per chiedere consigli su come coltivarli in casa.
Se ieri erano gli spaghetti, oggi sono le fake news sui social
Questa vicenda, oltre a essere divertente, fa riflettere: se nel 1957 milioni di persone hanno creduto agli spaghetti sugli alberi, quanto è facile oggi far circolare bufale in un’epoca dominata dai social media?
Le dinamiche di allora sono praticamente le stesse di oggi: una fonte autorevole (la BBC), un pubblico poco informato su un determinato argomento (la cucina italiana, in questo caso) e un’informazione assurdamente falsa ma ben confezionata.
Se ci pensiamo, funziona esattamente come accade oggi con certi guru della finanza che promettono soldi facili, con le teorie del complotto o con certe dichiarazioni di politici che riescono a convincere milioni di persone di cose improbabili.
Gianca, tra una battuta e l’altra, lo dice chiaramente: se nel 2024 qualcuno crede ancora che Trump possa comprarsi la Groenlandia, cosa impedisce a milioni di persone di credere ad altre assurdità?
Oggi, la differenza è che non c’è solo la BBC a raccontare storie, ma migliaia di influencer, siti, account social e media indipendenti che diffondono informazioni, spesso senza alcun controllo.
La vera domanda è: quanto siamo disposti a credere prima di verificare?
Forse, in fondo, la bufala dell’albero degli spaghetti è solo un’anticipazione delle grandi fake news del futuro.